Intervista a Niccolò: “Il vino è un miracolo della passione di chi lo produce, e delle emozioni di chi lo beve.”

Intervista tratta da Il Mag Farmitoo

Come nasce Gotto Wine Tour? Cosa vi ha ispirato per questo nome?

Gotto Wine Tour nasce nel 2015, come esigenza personale. Io ed i miei due soci (e fratelli) volevamo visitare alcune cantine in Toscana ma ci siamo resi conto di quanto fosse difficile raccogliere informazioni e prenotare. Ci siamo detti che, se lo era per noi che in Toscana siamo nati e cresciuti, sarebbe stato ancor più difficile per turisti Italiani e stranieri. Da qui è nata la consapevolezza che nel mercato del vino esistono molti intermediari, che molto spesso allontanano i consumatori da chi il vino lo produce. Gotto vuole essere uno strumento per connettere produttori di vino e consumatori al fine di instaurare un rapporto di empatia che vada oltre il mero consumo di vino. In toscano Gotto significa bicchiere di vino, e spesso si usa come espressione dialettale “dagli un gotto” per dire bevi un bicchiere e tutto passa.

In che cosa consiste la vostra attività?

Gotto è una piattaforma per l’enoturismo, che semplifica la ricerca di informazioni e la prenotazione delle visite in cantina. Su Gotto gli utenti hanno facile accesso a cantine selezionate, con tutte le informazioni necessarie e con la possibilità di prenotare in pochi click. Le cantine ricevono pagamenti sicuri e gestiscono le prenotazioni da un sito web dedicato, in cui raccolgono statistiche suoi propri clienti per migliorare la loro offerta.

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Sito web della Piattaforma Gotto Wine Tour

Questo consente di ottenere un’organizzazione dell’offerta e della gestione delle cantine, ad oggi assente nella maggioranza dei casi.

In quali territori operate principalmente? 

Fino ad oggi ci siamo concentrati sulla Toscana, la regione che conosciamo meglio e sicuramente ricchissima per qualità e diversità di cantine e area vinicole. Avendo oggi oltre 50 cantine in portafoglio, da Settembre ci concentreremo sullo sviluppo in altre regioni, dal Piemonte alla Sicilia.

Come si ottiene e come funziona la vostra app?

L’app e sito web sono gratuiti da utilizzare. Non solo, garantiamo il minor prezzo sul mercato per visite e degustazioni nelle nostre cantine, ovvero pratichiamo esattamente gli stessi prezzi delle cantine. Il funzionamento è semplicissimo: basta selezionare la zona di interesse (ad esempio il Chianti o la costa Toscana) e scegliere la cantina che preferite. Ogni cantina ha un profilo dedicato con foto, storia, informazioni e prezzi delle degustazioni. Scelta l’esperienza preferita non resta che selezionare l’orario e la data della vostra visita!

La Cantina di Castiglion del Bosco è su Gotto Wine Tour

Come vi proponete di rivoluzionare il mercato del vino in Italia?

Gotto vuole diventare un vero e proprio tour operator digitale per il turismo del vino, offrendo pacchetti enoturistici completi, facendo da intermediario da una parte all’offerta delle cantine e, dall’altra ai canali di distribuzione digitale. Per raggiungere quest’obiettivo, fa leva su un’accurata descrizione del prodotto, immagini e grafica di alta qualità e un’offerta letteralmente introvabile su altri canali. Non solo, Gotto è anche uno strumento per le cantine per gestire al meglio le propria attività enoturistica e per raccogliere dati e statistiche sui propri visitatori al fine di informare anche riguardo la commercializzazione dei propri prodotti. Inoltre, le aziende che fanno parte di Gotto potranno presto ricevere le prenotazioni direttamente dal loro sito, e avranno accesso a studi di settore per comprendere meglio la propria performance rispetto ad altre cantine, della stessa zona o di altre regioni.

Quali sono i principali valori che guidano la vostra mission? 

Il vino è un miracolo della passione di chi lo produce, e delle emozioni di chi lo beve. Gotto vuole raccontare la storia, la cultura ed i luoghi racchiusi in ogni bottiglia di vino.

Gotto racconta storie di vini e viticoltori

Riguardo a voi, avete sempre lavorato in ambito vitivinicolo, enoturistico? Qual è il vostro percorso personale? 

Veniamo da settori diversi e non direttamente legati al digitale. Niccolò dalle banche d’affari, Vanni dai fondi d’investimento (anche nel settore digitale) e Cristiano dalla nautica (costruzioni in fibra di carbonio). Insieme abbiamo già fondato una start-up (Carbonovus) nell’ambito di manufatti in carbonio, che cresce rapidamente e sta avendo successo. Questo ci ha sicuramente aiutato a capire come approcciare il problema che volevamo risolvere e da dove partire. Anche le nostre esperienze all’estero (Niccolò ha vissuto 7 anni in Inghilterra tra Cambridge e Londra) ci hanno sicuramente aiutato ad ampliare i nostri orizzonti e a capire le necessità dei turisti che visitano l’Italia.

Cosa più vi piace del vostro lavoro? 

Avere la possibilità di scrivere ogni giorno la nostra storia e lavorare in un ambiente (quello di Nana Bianca a Firenze, start-up studio di respiro internazionale) pieno di energia e persone determinate a migliorare quello che ci circonda.

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Niccolò, uno dei co-founders di Gotto Wine Tour

Inoltre, per me è un privilegio poter lavorare in Italia e contribuire a raccontare una delle eccellenze del nostro meraviglioso paese.

Vorreste lasciare un piccolo pensiero conclusivo?

Il vino fa parte della nostra cultura, ma purtroppo anche in Italia tantissime persone non ne hanno consapevolezza, non conoscono le nostre radici ed i nostri tesori. Visitare una cantina è un’esperienza fantastica. Parlare con i produttori o coloro che lavorano in azienda, capire cosa rende particolare quel vino significa entrare in contatto con la natura, con quello che finisce sulla nostra tavola e nei nostri bicchieri. Visitare una cantina è prima di tutto un’esperienza culturale, e tutti dovremmo farlo almeno una volta!

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